Atti persecutori e uso dei social: il ruolo delle scelte difensive nel rito abbreviato
Il procedimento ha riguardato un imputato accusato di atti persecutori ex art. 612-bis c.p. nei confronti dell'ex compagna, con condotte consistite in ripetuti messaggi minacciosi e ingiuriosi, appostamenti sotto casa e nei luoghi frequentati dalla donna e dal figlio minore, tali da provocare un perdurante stato di ansia e modifiche concrete alle abitudini di vita della persona offesa. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata ha riconosciuto la responsabilità dell'imputato, ritenendo integrati tutti gli elementi del reato, anche nella forma aggravata connessa alla precedente relazione affettiva e all'uso di strumenti informatici e telematici.
L'attività difensiva si è concentrata sull'impostazione strategica del processo, privilegiando il ricorso al rito abbreviato, idoneo – in caso di condanna – a comportare una significativa riduzione di pena. In via principale è stata prospettata la derubricazione nel meno grave reato di minaccia con applicazione dell'art. 131-bis c.p., mentre in via subordinata sono state richieste le attenuanti generiche, la loro incidenza sull'aggravante e la concessione dei benefici di legge, valorizzando la cessazione delle condotte da una certa data, l'assenza di precedenti penali e l'atteggiamento collaborativo dell'imputato, che ha chiesto di essere interrogato e ha ammesso le condotte, pur in un'ottica giustificativa.
Pur confermando la qualificazione giuridica in termini di atti persecutori aggravati, il Giudice ha accolto i profili difensivi relativi al trattamento sanzionatorio, riconoscendo le attenuanti generiche equivalenti all'aggravante, applicando la riduzione per il rito abbreviato e concedendo la sospensione condizionale della pena. La pena finale è stata così determinata in nove mesi di reclusione, con sospensione condizionale, a conferma di come una gestione accorta delle scelte di rito e degli elementi soggettivi possa incidere in modo decisivo sull'esito concreto del giudizio, anche in presenza di un impianto probatorio ritenuto pienamente attendibile.








